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La sindrome del bambino scosso (SBS). Cos’è e come prevenirla?

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1 Giugno 2018

La sindrome del bambino scosso (SBS). Cos’è e come prevenirla? La sindrome del bambino scosso è qualcosa di cui tutti i genitori dovrebbero essere a conoscenza.

I genitori a volte anche in maniera inconsapevole o incosciente possono pensare di scuotere il bambino per calmarlo o per cercare di distrarlo e farlo stare zitto.

È una sindrome di cui purtroppo non esistono dati certi riguardo alla sua diffusione.

Spesso non lascia segni evidenti sul corpo del neonato ed è quindi non sempre facile da diagnosticare.

Cos’è la sindrome del bambino scosso?

Capita purtroppo che dei genitori per cercare di calmare il pianto del bambino decidano di scuotere in maniera molto energica o violenta bambini molto piccoli, di circa 4-6 mesi.

L’unico mezzo che ha il bambino di comunicare è il pianto e non sempre capire il motivo di un pianto disperato è semplice per il genitore, ma scuotere un bambino non è certo una soluzione sensata.

 

 

Durante i primi mesi di vita del bambino infatti, la testa è molto più pesante rispetto al corpo e i muscoli non sono ancora in grado di reggere di fronte  a una sollecitazione così violenta.

I danni della sindrome del bambino scosso, possono essere molto seri, se non irreparabili, come ematoma subdurale (a seguito del trauma cranico), edema cerebrale ed emorragia retinica, che sono solo alcuni dei possibili epiloghi.

 

Fattori di rischio.

Tra i fattori di rischio nella sindrome da scuotimento ci sono

  • La giovane età della madre
  • Famiglia monogenitoriale,
  • Situazioni socio-culturali di degrado
  • Basso livello di istruzione
  • Uso di alcool
  • Abuso di droghe
  • Casi di violenza in famiglia

 

In situazioni del genere bisognerebbe operare un controllo accurato da parte del pediatra e degli operatori sanitari che orbitano intorno alla famiglia in questione per verificare che il bambino non sia vittima di questo tipo di abuso.

Conseguenze.

Questo comportamento assolutamente violento e inutile a risolvere il reale motivo del pianto del neonato può portare a conseguenze gravissime.

Le conseguenze cliniche immediate della sindrome del bambino scosso generalmente si presentano con vomito, difficoltà di suzione o deglutizione, inappetenza irritabilità.

In alcuni casi, molto gravi, sono convulsioni e alterazione o perdita della coscienza, fino al peggiore dei casi all’arresto cardiorespiratorio.

Anche se nell’ immediatezza potrebbe sembrare che il neonato non abbia riportato danni, nel lungo termine i bambini possono presentare cecità, epilessia, difficoltà di apprendimento, disturbi dell’udito, disturbi del linguaggio, disabilità fisica e cognitiva.

E’ fondamentale non sottovalutare i primi segnali da parte del neonato, un vero e proprio campanello d’allarme, per una corretta diagnosi, solo una diagnosi repentina può salvare letteralmente la vita di bambini che subiscono una violenza del genere.

È una sindrome che può portare anche alla morte in culla (sids), un bambino che viene scosso e sembra si sia calmato se poi viene messo a dormire e ha subito danni cerebrali, potrebbe non svegliarsi più.

Per questo è importantissimo parlare della sindrome del bambino scosso e informare quanti più genitori, soprattutto se fanno parte delle categorie in cui i fattori di rischio sono maggiori.

L’ informazione può salvare delle vite.

Buona lettura a tutti!

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