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Intervista a Silvia Piani

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28 Maggio 2018

Intervista a Silvia Piani. Donne e carriera. A volte sembra un binomio impossibile.

Questo dovuto anche al problema della diseguaglianza dei sessi.

Eppure ci sono esempi di donne che hanno una famiglia bellissima e una carriera invidiabile nonostante una giovane età.

Silvia Piani

Un ottimo esempio è Silvia piani, Assessore alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità.

Nata l’11 marzo 1987 a Vigevano, laureata in Scienze infermieristiche pediatriche, ha lavorato al Policlinico di Pavia nel reparto di terapia intensiva neonatale.

Dal settembre 2016 ad aprile 2018 ha ricoperto la carica di Consigliere regionale della Lombardia, ed è stata componente della VIII Commissione consiliare permanente Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi.

Nell’XI  Legislatura, il 29 marzo 2018 è nominata dal presidente Attilio Fontana Assessore regionale alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità.

E noi abbiamo potuto intervistarla.

Svolge il ruolo di Assessore alle Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità. Ci spiega in cosa consiste il suo lavoro e come questo aiuta le famiglie presenti nella regione Lombardia?

Il Presidente Attilio Fontana ha voluto istituire un Assessorato specificamente dedicato alle politiche per la famiglia, proprio per affermarne l’assoluta centralità nell’ambito delle scelte amministrative di Regione Lombardia e riconoscendone il valore come fondamento della nostra società; oltre alle deleghe principali, il lavoro dell’Assessorato che ho l’onore di rappresentare si esplica in numerosi ambiti di intervento, tra cui la tutela dei minori, il contrasto ai fenomeni di violenza contro le donne e al bullismo, la conciliazione vita-lavoro e il sostegno agli interventi di welfare aziendale.

In queste prime settimane abbiamo già provveduto ad ampliare la platea dei beneficiari della misura “Nidi Gratis” e ad attivare due bandi per il sostegno abitativo in favore dei genitori separati o divorziati e un bando finalizzato a sostenere nuovi progetti in materia di pari opportunità.

 

Nei prossimi mesi provvederemo all’introduzione del “Fattore famiglia lombardo”, che consentirà di attivare nuove misure di agevolazione per l’accesso ai servizi tenendo in considerazione alcune caratteristiche del nucleo familiare, come la presenza di un mutuo per la prima casa, il numero di minori, la presenza di disabili, di donne in stato di gravidanza e di anziani a carico, oltre all’anzianità di residenza.

Vorrei inoltre attivare celermente nuove iniziative di contrasto al bullismo e cyberbullismo, sia in materia di prevenzione, sia mediante l’introduzione di agevolazioni e misure premiali per i ragazzi che si distinguono per comportamenti esemplari.

Lei è molto giovane eppure ha già una carica così importante! Cosa ha provato quando questa le è stata affidata?

È stata una forte emozione e mi sono sentita innanzitutto onorata di avere la fiducia del Presidente Fontana, che rappresenta tutti i cittadini lombardi; la nomina è arrivata in un momento particolare, dopo due anni da Consigliere regionale e una campagna elettorale ricca di impegni, in cui ho avuto il piacere di incontrare e confrontarmi con tante persone. Proprio le tante persone che hanno avuto fiducia in me rappresentano il principale stimolo per fare sempre meglio, per garantire risposte celeri e concrete ai cittadini che hanno bisogno. Sto vivendo questa importante esperienza con tutto l’entusiasmo che mi ha sempre contraddistinta, senza mai dimenticare da dove sono partita.

Immaginiamo il suo lavoro sia molto impegnativo, eppure oltre a essere una donna in carriera e anche mamma, come si divide tra i suoi impegni? Le va di raccontarci la sua giornata tipo?

Incastrare” tutto non è solo impegnativo, ma qualcosa di più vicino all’impossibile!

Dedico generalmente la maggior parte della settimana alla gestione e all’approfondimento delle iniziative legislative ed amministrative di nostra competenza; in aggiunta alle attività in ufficio, riservo un paio di giorni agli appuntamenti nella mia provincia, a cui si aggiunge frequentemente la partecipazione ad iniziative pubbliche e convegni in orario serale e nel week-end. Ci sono giornate particolarmente intense che iniziano molto presto la mattina per concludersi in tarda serata, ma nonostante tutto mi riservo quotidianamente dei momenti da trascorrere con la mia famiglia. Sono momenti “miei”, in cui non pensare al lavoro, essere semplicemente Silvia con le persone a cui voglio bene. Fare la mamma del mio piccolo Tommaso è la cosa più importante di tutto; spesso vorrei più tempo, ma anche nelle giornate in cui sono più occupata, i momenti che passo con lui sono un concentrato di felicità che mi rasserena e mi da forza. Ho sempre l’impressione che cresca troppo in fretta perché ogni giorno per lui è una nuova conquista; se potessi realizzare un desiderio “impossibile”, a volte vorrei poter bloccare il tempo per soffermarmi di più su tutti questi piccoli grandi cambiamenti.

La ringraziamo di questa intervista e le facciamo un’ultima domanda. Dia un consiglio alle ragazze che ancora sono impegnate nei studi e che un giorno sognano di avere una carriera nel mondo politico.

Credete innanzitutto nei vostri sogni e vivete ogni esperienza con entusiasmo!

E questo vale per ogni professione.

È importante credere in se stessi e costruire, passo dopo passo, il percorso che porta verso il traguardo.

 

Io ho deciso di avvicinarmi alla politica appena diciottenne, spinta dal desiderio di impegnarmi in prima persona per il mio territorio e per seguire i miei ideali.

Contestualmente ho proseguito gli studi, conseguendo una laurea in infermeria pediatrica e lavorando nel reparto di terapia intensiva neonatale del Policlinico San Matteo di Pavia. L’esperienza politica ha viaggiato su un binario parallelo, iniziando come Consigliera nella mia Città, per poi essere chiamata in Consiglio regionale e scelta come Assessore.

Mi piace pensare alla politica come una passione sostenuta dalla voglia di cambiare le cose, di proporre una visione del futuro che sia espressione di un ideale.

Vi illustro brevemente alcuni dati. L’OCSE stima che il superamento di ogni forma di disuguaglianza uomo/donna nel mondo del lavoro potrebbe garantire un incremento del tasso di crescita del PIL dell’1% annuo. Allo stesso modo, il Fondo Monetario Internazionale stima che ogni donna in più che riveste ruoli apicali in ambito d’impresa, andrebbe a generare una crescita del rendimento globale tra il 3 e l’8%, con una relazione positiva più forte nei settori ad alta tecnologia.

Questi dati mostrano l’importanza di sostenere e valorizzare le donne che lavorano, poiché l’intero sistema ne conseguirebbe benefici inconfutabili.

Credo che sia davvero importante avere più ragazze che si avvicinano al mondo della politica, poiché porterebbero quella straordinaria capacità di abbinare la concretezza all’immaginazione e il pragmatismo alla sensibilità, che è tipica di noi donne.

 

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